| Artitalia
La rubrica dell’arte italiana a
Londra
A cura di Annalisa Coppolaro
Chi dice Italia dice arte. Senza, per una volta,
cadere nello stereotipo, l’equazione Italia uguale Arte ci
sembra esprimere bene un aspetto vivo e vibrante della nostra terra,
quel lato creativo e passionale che spinge migliaia di britannici
a viaggiare sulla penisola, fin dai tempi di Keats e Shelley e dell’obbligatorio
Grand Tour. Ma, se c’e’una cosa ancora semi-inesplorata
sull’arte italiana e’ il modo in cui viene diffusa all’estero,
e quindi le modalita’ con cui il nostro paese si propone agli
occhi di un potenziale osservatore britannico.
Cosi’ ci siamo chiesti quale sia in effetti il volto che il
Bel Paese mostra al mondo, e, nel nostro caso, al Regno Unito e
alla sua capitale. Cosi’ e’ nata l’idea di una
rubrica, sincera e mai solo adulatoria o celebrativa, delle arti
italiane a Londra: arti “antiche” come la musica e “nuove”
come la moda, che vanno in mostra nelle prestigiose sale dei musei
o in piccole gallerie fuori mano.Arti come la fotografia e la pittura,
la poesia e il teatro, la danza e l’opera, che rappresentano
il nostro paese e lo mettono in vetrina, ogni giorno, con grande
eco oppure con discrezione.
E ArtItalia vuol anche raccontare la gente che divulga e racconta
l’Italia qui a Londra, nei club antichi e nuovi degli Italians,
nei luoghi dove si impara la lingua e la cultura italiane, nelle
feste alternative e nei bar dove si guardano gli azzurri giocare.
Una rubrica, quindi, per narrare e scoprire, per sfatare qualche
mito , per raccontare, insomma, l’’arte del vivere italiano’’,
di italiani che qui vivono ma che mantengono intatta la loro identita’
e un patrimonio di arte, cultura e umanita’ difficile da uguagliare.
Annalisa Coppolaro-Nowell
Annalisa@ItaliansOfLondon.com
CANALETTO
A LONDRA : MAGICA MOSTRA A BUCKINGHAM PALACE
CANALETTO A LONDRA:
MAGICA MOSTRA A BUCKINGHAM PALACE
Di Annalisa Coppolaro per ArtItalia
Venezia e Canaletto sono quasi la stessa cosa: in
Gran Bretagna come in Italia, il primo nome d’artista che
viene in mente parlando della Serenissima é proprio lui,
Giovanni Antonio Canal, che, per gran parte del Settecento, raffigurò
in luminosi, straordinari dipinti la città sognante e surreale,
con le sue gondole, i suoi canali, l’animazione dei suoi cittadini,
lo splendore dei suoi monumenti.
Ora, Canaletto approda a Buckingham Palace in una straordinaria
mostra apertasi in novembre e in corso fino al 23 Aprile, Canaletto
in Venice.
Vanno in mostra, insieme a moltissimi disegni, quattordici sensazionali
opere del maestro veneziano, tra cui sei vedute di San Marco e la
Regata dell’ Ascensione che, grazie al patron, amico ed agente
del pittore, Joseph Smith, all’epoca console britannico a
Venezia, entrarono a far parte della collezione reale. Fu Smith,
infatti, a vendere questa stupenda collezione a Giorgio III nel
1762, contenente la parte forse più bella delle opere di
Canaletto, inclusa la straordinaria serie del Canal Grande, dipinta
negli anni Venti e Trenta del XVIII secolo.
La collezione di 14 dipinti va in mostra nella Queen’s Gallery
di Burckingham Palace insieme a 71 disegni su carta, la più
grande serie di disegni di Canaletto mai esposta nel Regno Unito.
Joseph Smith infatti commissionò a Canaletto una vasta serie
di dipinti e disegni per sè stesso, oltre che per importanti
committenti britannici e non. La crisi finanziaria del Console Smith,
che seguì alla guerra di successione austrica a metà
del 1700, lo costrinse a vendere parte della sua collezione, che
fu poi acquistata dal neo re Giorgio III, insieme ad altri dipinti,
gioielli e monete. Un patrimonio che incluse più di 50 dipinti
e 140 disegni di Canaletto.
L’artista, nato nel 1697 vicino a Rialto, era il figlio di
Bernardo Canal, pittore di scenografie per il teatro: fu nella sua
bottega che il figlio, detto Canaletto per distinguerlo dal padre,
iniziò a dipingere, prima a Venezia e poi a Roma. La formazione
influì senz’altro sul suo amore per la prospettiva,
per i monumenti e sulle prime opere, romanticissime, che ritraevano
chiese e rovine contro sfondi di cieli tempestosi.
Venezia, già potenza mondiale, era adesso soprattutto un
centro turistico, tappa essenziale del Grand Tour d’Italia,
e Canaletto iniziò a dipingere per una clientela ricca di
viaggiatori vedute idealizzate di Venezia, in parte realistiche,
in parte immaginate. Il console Joseph Smith ed il suo palazzo sul
Canal Grande iniziarono ad essere meta regolare per i nobili in
viaggio e per gli artisti della città, e l’incontro
di Canaletto con il futuro patron fu importantissimo.
A metà del secolo , tra l’altro, Canaletto arrivò
a Londra e qui rimase per circa 9 anni: dipinse il Tamigi e alcune
viste di Londra e delle ville di campagna usando però la
luce limpida e trasparente di Venezia.
Del resto, Canaletto ha prodotto opere dove la realtà e la
fantasia si uniscono, dove i palazzi dipinti con minuzia di particolari
si associano a scene immaginarie, a rovine ‘’rubate’’
ad altre città, a capricci dove l ‘artista manipola
particolari architettonici come le colonne della Piazzetta, oppure
sposta e ingrandisce o diminuisce il Campanile di San Marco, il
Palazzo Ducale o la stessa Piazza S. Marco.
Si é addirittura pensato che usasse una camera oscura , una
scatola portabile con un foro sul davanti che conteneva una lente
convessa e uno specchio attraverso cui osservare la realtà;
l’immagine riflessa veniva quindi dipinta da Canaletto.
Le opere in mostra a Londra sono di grande importanza anche documentaria;
tra i disegni, infatti, c’é quello famosissimo del
Campanile in restauro dopo essere stato colpito da un fulmine, una
serie di vedute della laguna e noti capricci dove l’artista
si diverte a giocare con realtà e fantasia creando intense
suggestioni.
La mostra alla Queen’s Gallery, con ingresso in Buckingham
Palace Road, é aperta ogni giorno dalle 10 alle 17.30 fino
al 23 aprile. Assolutamente da non perdere.
E da visitare anche online: www.royalcollectionh.org.uk/egallery.
ANNALISA COPPOLARO
Annalisa@ItaliansOfLondon.com
SCOPRIRE
DANTE : QUATTRO PASSI NELL'INFERNO
SCOPRIRE DANTE:
QUATTRO PASSI NELL’INFERNO
ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA
Di Annalisa Coppolaro
Durante la Quinta edizione della Italian Language
week all’ICI di Belgrave Square e’ la figura di Dante
a primeggiare, guidando Londra alla scoperta di un universo multiforme
e straordinario, quello della Divina Commedia. Notissima gia’
tra i britannici, la Divine Comedy e lo studio del suo autore, promossi
dall’Italian Cultural Institute, vengono senz’altro
a stimolare ulteriormente la curiosita’ di chi magari non
sa ancora molto del Sommo poeta, il visionario autore toscano “padre”
della nostra lingua.
Dante viene esplorato non solo con letture ed eventi letterari,
ma anche con una mostra dell’artista francese Annick Gaillard,
59 dipinti dedicati ai personaggi dell’Inferno di Dante. La
serie completa include 126 ritratti di “incontri” tra
Dante e celebri personaggi danteschi, di cui una parte e’
visibile dal 4 al 28 ottobre nelle sale dell’Istituto Italiano
di Cultura.
Annick Gaillard ha anche esposto in altri luoghi londinesi, tra
cui la chiesa di St James a Piccadilly, a Parigi e a Mosca. Lo scrittore
Painton Cowen inoltre leggera’ e commentera’ dei passaggi
della Divina Commedia durante questo periodo. Alla presentazione
dell’evento, il 4 ottobre, e’ stata anche lanciata la
recentissima versione bilingue della Divina Commedia pubblicata
da Hesperus Press, tradotta in inglese dal poeta inglese J.G. Nicholls.
Inoltre, la presenza di Martin Mc Laughlin dell’Universita’
di Oxford, autore della prefazione all’opera, ha introdotto
l’opera davanti a un folto pubblico. Poi, memorabili versi
della Divina Commedia sono stati letti dagli scrittori Gaia Servadio
e Ian Thomson.
“Questa nuova traduzione di J.G. Nicholls ha conservato intatte
quelle virtu’ dantesche essenziali, concretezza, economia
ed energia”, scrive Martin Mc Laughlin nella sua introduzione
all’opera, una realizzazione da non perdere per chiunque sia
innamorato di Dante e dei suoi versi maestosi.
ANNALISA COPPOLARO
Annalisa@ItaliansOfLondon.com
SERATE
DI LETTERATURA ALL'ICI
VESPA, CAROFIGLIO E AGNELLO
TRE EVENTI STRAORDINARI ALL’ICI
Di Annalisa Coppolaro
Anche quest’anno l’estate letteraria
di Londra , g razie all’Istituto Italiano di Cultura, si colora
di appuntamenti sensazionali per gli amanti della lingua e della
cultura del nostro Paese.
Il luogo è sempre lo stesso, la sede dell’ICI di 39
Belgrave Square, e le date da segnarsi sul diario sono il 30 giugno,
il 12 luglio ed il 21 luglio 2005.
La prima serata letteraria è quella con Simonetta Agnello
Hornby che incontra all’ICI la giornalista dell’Indipendent
Suzi Feay. Simonetta Agnello ha debuttato in letteratura con un
best-seller, La Mennulara, strepitoso successo in Italia tradotto
in dodici lingue, e campione di vendita in Uk con il titolo The
Almond Picker (Viking).
Simonetta, originaria della Sicilia, vive a Londra da otlre trent’anni
ed è avvocato e chairman dello Specialist Educational Needs
and Disabilities Tribunal. Il romanzo La Mennulara è appunto
ambientato in Sicilia e narra la storia di una singolare figura
di donna sullo sfondo di Roccacolomba: una storia fortemente evocativa
e particolarissima. Il 30 giugno sarà possibile incontrare
l’autrice del best seller in conversazione con una delle figure
giornalistiche di spicco del momento, il critico letterario Suzi
Feay.
Altro appuntamento da non perdere è l’arrivo di Bruno
Vespa a Londra. Il giornalista e conduttore non ha bisogno di presentazioni,
ovviamente, e la serata all’ICI si preannuncia come una delle
più affollate e popolari della stagione. Vespa presenterà
il suo nuovo libro Storia d’Italia da Mussolini a Berlusconi
e si intratterrà in conversazione con il political editor
del Financial Times James Blitz, martedì 12 luglio dalle
19 in poi.
Per finire, il 21 luglio alle 19 vi sarà l’opportunità
di incontrare due grandi della narrativa gialla, Gianrico Carofiglio,
autore di Involuntary Witness (Bitter Lemon Press) e giudice antimafia,
e Frances Fyfeld,anche lei avvocato criminale e autrice di noti
romanzi gialli come Looking Down (Little, Brown). La “conversazione”
si annuncia particolarmente interessante visti I temi affrontati
non sono nella fiction ma anche nella importante attività
sociale che I due scrittori svolgono giornalmente.
Tre momenti di grande cultura, quindi , all’Italian Cultural
Institute, da non farsi sfuggir.
Per i tre gli eventi, gratuiti, si prega di prenotare al numero
020 7235 1461 oppure all’indirizzo e-mail: rsvp@italcultur.org.uk
per evitare appunto un numero eccessivo di partecipanti oppure per
non rischiare di rimanere delusi all’ultimo momento.
ANNALISA COPPOLARO
Annalisa@ItaliansOfLondon.com
OMAGGIO
ad ARTURO BENEDETTI MICHELANGELI
OMAGGIO AD ARTURO BENEDETTI MICHELANGELI:
SPLENDIDO EVENTO DELL’ICI PER RICORDARE IL MAESTRO
Di Annalisa Coppolaro
L’Istituto Italiano di cultura era gremito,
Giovedì 26 maggio, per il concerto di Isacco Rinaldi e per
la presentazione del documentario RAI prodotto negli anni ’50
e dedicato al grande Maestro Arturo Benedetti Michelangelo, probabilmente
il più celebre e controverso pianista del XX secolo.
Nel decimo anniversario della scomparsa,l’ICI ha deciso di
offrire un ritratto completo ed accurato del maestro, celebrandone
la straordinaria grandezza, la forte personalità, e tutte
quelle doti che lo hanno reso famoso consegnandolo alla storia della
musica mondiale.
Proprio a Londra sono avvenuti I più memorabili concerti
dell’artista, quindi l’occasione era perfetta per dedicare
a questa figura del ‘900 un evento di rilievo, scegliendo
tra l’altro un celebre ex allievo di Benedetti Michelangeli,
Isacco Rinaldi, per il concerto tenutosi nelle sale dell’Ici
con grande successo di pubblico. Lo stesso maestro Rinaldi appare
peraltro nel documentario proiettato alle 18, un filmato RAI del
1959, della serie ideata e presentata da Maner Lualdi, “Hanno
stupito il mondo”, che svela certo aspetti poco noti del Maestro
Michelangeli. Ritenuto un personaggio impenetrabile, appare invece
in questo documentario come una persona affascinante ed amatissima
dai suoi allievi di Arezzo; il filmato è stato un po’
un evento nell’evento, possibile solo grazie al Centro di
Documentazione intitolato al Maestro, che ha fornito il documentario,
rara testimonianza storica sul grande musicista.
La sua carriera è fatta di trionfi, che iniziano con il diploma
di piano alla giovanissima età di 14 anni e con la vincita
di innumerevoli concorsi internazionali e continuano con una trionfale
carriera di concertista.
Benedetti Michelangeli era schivo, enigmatico, refrattario ad apparire
sulla stampa o in TV, e infatti si vede nel documentario verso la
fine, accettando di eseguire, al solito magistralmente, qualche
brano per le telecamere. Ma le interviste di Lualdi sono condotte
con intelligenza ed humour, e, attraverso le voci degli studenti
del maestro e degli aretini che lo consocevano, Lualdi riesce ad
offrire uno spaccato di vita del musicista,d el suo tempo e del
suo mondo.
Il rapporto con l’Italia di Arturo Benedetti Michelangeli
tra l’altro è stato abbastanza turbolento. Dopo alcune
disavventure fiscali legate al crollo dell’etichetta discografica
BDM, Benedetti Michelangeli dichiarerà di non voler piu’
suonare in Italia, e infatti dalla fine degli anni ’60 il
maestro inciderà dischi con etichette tedesche e con la EMI.
Tornerà in Italia solo per uno straordinario concerto in
onore di Papa Montini nel 1977. Tra il ’92 e il 93, ottantenne,
effettua una tournee in Giappone e poi appare per l’ultima
volta il 7 maggio ad Amburgo, interpetrando musiche dell’amato
Debussy.
E proprio Debussy è uno dei musicisti scelti per il programma
del concerto che l’ICI ha dedicato a Benedetti Michelangeli:
il maestro Rinaldi ha eseguito splendidi brani di Mozart, Chopin,
Ravel, ed estratti dalla Suite Bergamasque di Debussy, che il Maestro
bresciano amava particolarmente.
L’evento è stato seguito da un ottimo numero di persone
e si è concluso con uno dei noti, apprezzati drink offerti
dall’ICI. Decisamente di classe anche la pubblicazione prodotta
dall’Istituto Italiano di Cultura per commemorare l’evento:
la veste grafica, i testi di Stefano Biosa e Marco Bizzarrini, il
testo a fronte tradotto in inglese da Lore Seuss e tutto il bel
libro offerto agli ospiti gratuitamente è senz’altro
uno dei successi della serata per il grande Maestro.
ANNALISA COPPOLARO
Annalisa@ItaliansOfLondon.com
CARAVAGGIO
e AFRO BASALDELLA
CARAVAGGIO E AFRO BASALDELLA:
DUE VOLTI DELLA NOSTRA GRANDE ARTE
ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA
Di Annalisa Coppolaro-Nowell
Marzo scorre piano e, nelle serate che si fanno piu’
lunghe e piu’ tiepide, l’ICI di Belgrave Square dedica
di nuovo importanti eventi all’arte italiana nei suoi aspetti
piu’ vari. Il 10 marzo ed il 14 marzo infatti, all’Istituto
Italiano di Cultura, si sono tenuti dibattiti e presentazioni di
due grandi mostra, una proprio all’ICI e l’altra, notoriamente,
alla National Gallery. Due nomi , due figure diversissime nel panorama
artistico italiano, di cui si è discusso con illustri ospiti
all’ICI: Caravaggio, la cui mostra The Final Years èuno
degli eventi di questi ultimi anni, e Afro Basaldella, uno dei grandi
rappresentanti dell’astrattismo italiano.
A quest’ultimo è dedicata una interessante mostra che
racchiude significative opere di Afro nell’elegante cornice
dell’Istituto, e che rimarrà aperta all’ICI fino
all’8 aprile, dalle 10 alle 5 dal lunedi’ al venerdi’.
Per parlare delle sue opere è intervenuto il chief curator
della Tate Modern Matthew Gale in stimolante discussione con il
curatore della mostra Renato Miracco, che ha anche presentato una
nuova pubblicazione sull’artista.
Afro nacque a Udine nel marzo 1912 e , per gran parte dello scorso
secolo, produsse opere riconosciute a livello mondiale come esempi
di grande astrattismo lirico che uniscono le espressioni del subconscio
con l’oggettività, come nei due grandi dipinti, Ombra
bruciata (1956) e Natura Morta (1948). Dal post-cubismo degli anni
40-50 all’espressionismo, dalla tecnica del mosaico a quella
del collage, Afro ha prodotto lavori di grande intensità
che hanno segnato l’arte mondiale. Moltissime le mostre a
lui dedicate in ogni parte del mondo, sempre caratterizzate dall’unicità
di una concezione astrattista che ha segnato quasi tutto il Novecento.
Sue opere si trovano nelle maggiori gallerie del mondo; Udine ha
alcuni suoi affreschi murali, mentre un suo notevole affresco si
trova nel Palazzo UNESCO di Parigi, dal titolo Il Giardino della
Speranza, commissionato nel 1958.
La mostra dell’Ici rappresenta un modo per proporre al Regno
Unito una visione leggeremnte diversa di questo grande artista italiano,
e la presentazione svoltasi il 10 marzo, in occasione della presenza
del Presidente della Repubblica Ciampi, ha attratto un vasto interesse
tra i molti intervenuti.
Un altro specialissimo spazio all’ICI è stato dedicato
alla mostra-evento dell’anno, Cavaggio The final Years, lo
scorso 14 marzo; il curatore della mostra, Dawson Carr, ha incontrato
il critico d’arte Mina Gregori per uno stimolante evento in
collaborazione proprio con la National gallery.
La mostra di Caravaggio è la prima di queste dimensioni nel
Regno Unito ed unisce un gruppo di dipinti tardi di Michelangelo
Merisi detto Caravaggio, la cui vita tormentata si riflette soprattutto
nelle opere di questi ultimi anni di produzione, prima della rissa
che pose fine alla sua vita a solii 39 anni, nel luglio 1610. La
mostra della National Gallery racchiude capolavori come l’Adorazione
dei pastori, la Cena ad Emmaus, Salome’ con la testa del Battista,
opere mai viste in UK che descrivono al meglio la sofferta, intensa
personalità del pittore, la cui produzione artistica, nata
spesso in ambienti popolari e con modelli presi dalla strada, lo
ha posto tra i piu’ amati artisti italiani al mondo. L’evento
dell’ICI ha esplorato ulteriori aspetti della mostra offrendo
agli intervenuti una visione del Caravaggio spesso poco conosciuta.
Un punto in piu’ a favore dell’intensa attività
culturale che l’Istituto Italiano di Cultura sta portando
avanti nel 2005. Altri futuri eventi importanti includono il lancio
del 12o Italian Film Festival che si tiene dall’8 al 29 aprile,
e di due grosse produzioni cinematografiche italiane quali Le chiavi
di casa di Gianni Amelio, e Non ti muovere di Sergio Castellitto.(vedi
altro articolo in ArtItalia)
ANNALISA COPPOLARO
Annalisa@ItaliansOfLondon.com
DEDALO-MINOSSE
PREMIO DI ARCHITETTURA ALL’ICI DI LONDRA
DI Annalisa Coppolaro
La Quinta edizione dell’esibizione legata al
prestigioso premio per affidare la progettazione di un edificio
– organizzato dall’Ala-Architetti e da L’Arca,
rivista internazionale di architettura, giunge a Londra lunedi’
21 febbraio, all’Istituto Italiano di Cutlrua di Belgrave
Square. La mostra ha già suscitato grande interesse a Monopoli,
Napoli, Washington e S> Francisco ed è destinata ad attrarre
molta attenzione anche nella nostra capitale grazie all’ampio
respiro internazionale dei professionisti che vi prendono parte.
Il premio venne istituito nel 1998 come premio speciale delle Tre
Venezie, e poi assunse respiro nazionale nel 1999 e infine status
internazionale nell’edizione 2000/2001.
L’edizione del Premio 2005 ha peraltro raccolto 500 partecipazioni
da 30 stati del mondo, tra cui l’Italia, gli Usa e la Gran
Bretagna.
La commissine giudicatrice include celebri architetti, scrittori,
storici dell’arte, giornalisti, leader d’industria e
addetti alla pianificazione territoriale. A fianco dei premi tradizionali
è stato aggiudicato un Premio Onorario per l’occasione,
piu’ una serie di altri 12 premi e 10 menzioni d’onore.
Alcuni premi legati all’Italia, come quello dell’Ala
Architetti, il premio speciale per architetti all’inizio della
carriera, ed il premio Design for All, hanno attratto grande interesse
proprio sull’Italia, ed anche per questo l’Istituto
Italiano di cultura ospiterà lunedi’ sera, alle 6.30
un interessante dibattito sul Premio. Interverranno tra gli altri
George Fergusom Presidente della RIBA, Bruno Gabbiani, presidente
di ALA, il biografo Kenneth Powell, Cesare Maria Casati, direttore
della rivista L’Arca e lo storico dell’architettura
Richard Haslam.
ANNALISA COPPOLARO
Annalisa@ItaliansOfLondon.com
Gli Italians sono caldamente invitati ad intervenire
all’iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura . Per
un INVITO clicca qui
.
LA
MADONNA DEI GAROFANI - Seconda parte...
RAFFAELLO VA IN MOSTRA ALLA NATIONAL GALLERY
IN OTTOBRE: 2004
"RAFFAELLO , FROM URBINO TO ROME" RIUSCIRA' A FUGARE I
DUBBI SULL'AUTENTICITA' DEL DIPINTO?
Di Annalisa Coppolaro
Ricordate la Madonna dei Garofani, il critico d’arte che un
giorno mise in discussione l’autenticita’ dell’opera,
e tutto il caos che ne scaturi’?
Ne scrivemmo su ItaliansOfLondon: Raffaello non è artista
da passare inosservato e, quale VIP dell’arte italiana, lo
scalpore che continua a suscitare è di certo giustificato.
Adesso, la National Gallery decide di cancellare i residui - legittimi
- dubbi sull’opera, raggiungendo un accordo con il Duca di
Northumberland per la vendita dell’opera alla National Gallery.
L’accordo permette, da un lato, di consegnare l’opera
virtualmente alla popolazione britannica a tempo indeterminato e,
dall’altro, al Duca di Northumberland, di finanziare vasti
lavori di restauro e mantenimento della zona del Nord Est dell’Inghilterra.
Insomma, un accordo di certo vantaggioso: il dipinto è stato
acquistato per un totale di £35 milioni (trentacinque milioni
di sterline), 50 miliardi di euro, un prezzo consono allo status
dell;opera e del suo artista. E La Madonna dei Garofani andrà
ad occupare una posizione centrale nella prima grande mostra dedicata
a Raffaello nel Regno Unito, che si tiene alla National Gallery
dal 20 ottobre 2004 al 16 gennaio 2005, “Raffaello, from Urbino
to Rome”. Accanto alla Madonna dei Garofani, opere quali l’Autoritratto
conservato negli Uffizi, la Madonna Connestabile dell’Hermitage,
San Giorgio e San Michele del Louvre, la Madonna di Alba,
della National Gallery di Washington.
L'assoluta singolarità del dipinto - dove la giovane Vergine
stringe tra le mani alcuni garofani mentre gioca con il Bambino
seduto su di lei su un cuscino - stimolerà altri eventi di
tipo didattico rivolti alle scuole e alla comunità, alle
famiglie, ai bambini affidati ai servizi sociali e cosi' via, ;progetti
ispirati ai valori della famiglia e dell'amore in senso lato.
Ma la mostra riuscirà davvero a fugare i dubbi sull’autenticità
dell’opera messa in discussione dal noto critico d’arte
americano James Beck, che dice di aver riconosciuto nella Madonna
dei Garofani lo stile inconfondibile del celebre falsario Vincenzo
Camuccini, il quale tra l’altro lascio’ le sue molte
opere, falsi perfettamente eseguite, al figlio Giovanni Battista
che in seguito decise di venderle in gran parte al Duca di Northumberland…
I comunicati stampa della National Gallery hanno sempre ignorato
la vicenda, anche mentre le pagine dei giornali erano piene dei
dubbi scaturiti dall'analisi del critico americano che la riteneva
un falso ben confezionato opera di uno dei piu' noti falsari italiani
di tutti i tempi, Camuccini, appunto.
Solo il recentissimo comunicato stampa dove la Galleria ringrazia
l'Heritage Lottery Fund, il National Arts Collectors Fund, the American
Friends of the National Gallery London e molti benefattori privati
tra cui Sir Christopher Ondaatje per aver permesso alla National
di acquisire del dipinto per un totale lordo di £34,880,033,
precisa anche che il dipinto "faceva parte dell aprestigiosa
collezione Camuccini di Roma che fu acquistata in toto , 74 dipinti,
da Algernon, 4 Duca di Northumberland .
A cio' poi il comunicato aggiunge:
"Studi di reflettografia ai raggi infrarossi hanno rivelato
disegni totalmente caratteristici di Raffaello e la sua autenticita'
è stata poi confermata da tutti i piu' importanti studiosi
di Raffaello. Questa attribuzione e' stata poi verificata ad un
simposio dei piu' grandi critici e studiosi di Raffaello tenuto
alla National Gallery nell'Ottobre 2002."
Il fatto che abbiano bisogno di precisarlo forse ha un significato...
ANNALISA COPPOLARO
Annalisa@ItaliansOfLondon.com
ARMANDO
TESTA ALL'ICI
ALL’ITALIAN CULTURAL INSTITUTE
ARMANDO TESTA ALL’ICI
IL MAGO DELLA PUBBLICITA’ VA IN MOSTRA
Di Annalisa Coppolaro-Nowell
Per oltre un mese, all’Istituto Italiano di
Cultura, sarà possibile scoprire il magico mondo di uno dei
piu’ grandi geni della pubblicità italiana di ogni
tempo, Armando Testa. Progetti firmati da Testa a partire dal 1937
e fino al 1992, anno in cui è scomparso, sono in mostra fino
al 23 luglio all’Istituto Italiano di Cultura di Belgrave
Square (dal lunedi’ al venerdi’ h.10 - 17).
La mostra è un progetto organizzato in collaborazione con
ACACIA, Associazione Amici Arte Contemporanea Italiana, e con l’Associazione
Blubramante.
La mostra è curata da Gemma De Angelis Testa e comprende
circa 50 opere di Testa, rivolgendosi a un pubblico vario, sia del
mondo della pubblicita’ e del design che a chiunque sia interessato
alla cultura italiana degli ultimi 50 anni. Testa è stato
un grande innovatore nel suo campo, il primo ad utilizzare la fotografia,
il fotomontaggio, il disegno e il suono per definire un oggetto
o una immagine. Uno dei suoi “segni di riconoscimento”
è senz’altro lo sfondo bianco con una singola figura
che si staglia netta, ma è stato anche tra i primi a scegliere
sfondi fluorescenti, sperimentando con oggetti e sfondi piu’
disparati, con paradossi e simbologie provenienti da vari settori.
Il cibo era tra I suoi temi preferiti : ricordate la fetta di mortadella
che diviene una bista da lettera contenente l’invito a una
festa? Nasce cosi’ Invito al Party del 1980. Testa
adorava dare vita propria ad oggetti inanimati come lettere, numeri,
dita, un’idea che nacque durante gli anni di lavoro come tipografo.
Pian piano questi elementi astratti divenivano cose concrete, trasformandosi
in arte: ecco perche’ Armando Testa e’ uno dei pochi
pubblicitari ad essere ritenuto un vero artista, in quanto il suo
uso dell’immagine è stato del tutto creativo e particolarissimo,
entando nel linguaggio di ogni giorno, nella vita di tutti noi.
E non è un caso che molte siano state le mostre, personali
e collettive, a lui dedicate nel corso degli anni, da quelle di
New York e Los Angeles a quelle di Madrid e dei castelli di Rivoli,
a Torino, e del Castello di S. Elmo a Napoli, entrambe molto recenti.
Per la prima volta Londra potra’ ammirare la fantastica creativita’
di un uomo che ha segnato non solo la pubblicita’ ma anche
la cultura, l’arte, l’immaginario collettivo di milioni
di persone attraverso varie generazioni: la mostra all’Istituto
Italiano di Cultura e’ quindi una specie di viaggio fantastico
nell’opera di Armando Testa. E, per tutti, attraverso i suoi
giochi di colore e la sua poesia, l’occasione di tornare un
po’ bambini.
Importantissima ragione in piu’ per non mancare.
ANNALISA COPPOLARO
Annalisa@ItaliansOfLondon.com
UN
MAGGIO INVITANTE DI LETTERATURA
ALL’ITALIAN CULTURAL INSTITUTE
Ci sara’ anche Alessandro Baricco
Di Annalisa Coppolaro-Nowell
L’ICI, come dicevamo, e’ un bel posto
nel cuore aristocratico di Londra: un luogo dove inglesi ed italiani
si incontrano per eventi che narrano l’Italia contemporanea
ma anche gli stretti legami con il nostro passato. Eventi di arte,
cinema, lettteratura,
design, corsi di lingua, bar per panini ed espressi da ricordare,
serate di grande classe; tutto questo ed altro ancora e’ l’Istituto
Italiano di Cultura a Belgrave Square.
Dopo un inverno e un inizio primavera caratterizzati da interessanti
appuntamenti e da alcune grosse sponsorizzazioni, come quella della
Retrospettiva di Pier Paolo Pasolini, dell’XI Festival del
Cinema Italiano, tutt’ora in corso, dei concerti di Luciano
Berio ecc, maggio regala a Londra tre bei momenti di cultura, presso
l’ICI.
Il 24 maggio si svolge un nuovo appuntamento dedicato ad‘’Italia
Fantastica’’: Carlo Lucarelli incontra Jonathan Coe.
Crimine e satira sociale in una serata che inizia alle 18.30 e che
vede faccia a faccia l’autore di ‘’Day In Day
Out’’, Lucarelli, e Coe, la cui recente opera, ‘’The
Rotters’Club’’, sta riscuotendo un buon successo.
Giovedi’ 27 maggio , alle 14, e’ il momento di ‘’Italia
Panta Fantastica’’, un evento molto speciale, con Alessandro
Baricco, che conclude la serie di incontri tra scrittori italiani
e britannici, durante il quale verra’ anche presentata la
rivista letteraria Panta, pubblicata da Bompiani e curata da Mario
Fortunato e Enrico Palandri.
Alle 14 inizia un pomeriggio di letture e ricordi dei quattro anni
passati, in collaborazione con La Libreria Italiana di Cecil Court
e con PEN England. La sera del 27, alle 19, l’occasione forse
piu’ attesa; Alessandro Baricco, presente al prestigioso Hay
Literary Festival, interverra’ all’Istituto Italiano
di Cultura e leggera’ alcuni passaggi dal suo romanzo appena
pubblicato in Uk, ‘’Without Blood’’ (Canongate
Books). La presenza dell’autore di ‘’Seta’’
e ‘’Novecento’’ sara’ senz’altro
una splendida occasione per italiani e non. Non capita tutti i giorni
di ascoltare uno dei piu’ noti scrittori contemporanei leggere
i brani di una sua apprezzata opera.
Poi, Sabato 29 maggio, alle 13, un altro appuntamento letterario,
‘’The Writer, by Giancarlo Neri’’. La sua
installazione e’ stata inaugurata nel 2003 a Villa Ada di
Roma ed oggi ha trovato posto in Hamsptead Heath, (Highgate Road)
come omaggio alla solitudine e all’esperienza della scrittura,
Il 29 maggio , per segnare l’occasione, interverranno, al
parco londinese, tre autori italiani, Ivan Cotroneo, Francesca Marciano,
Melania Mazzucco, e tre britannici, Nicholas Blincoe, Alan Sillitoe
e Marina Warner. Gli scrittori hanno contributo al catalogo del’installazione
con interessanti saggi, e questo sara’ un ottimo momento per
incontrarli. Anche questo evento e’ sponsorizzato dall’Istituto
Italiano di Cultura, a ribadire il ruolo chiave nella diffusione
e nel dialogo culturale che da molti anni l’ICI ricopre nella
capitale britanica.
ANNALISA COPPOLARO
Annalisa@ItaliansOfLondon.com
L’ARTE
DI PASOLINI IN VETRINA
L’EVENTO CINEMATOGRAFICO DELL’ANNO
DI Annalisa Coppolaro
‘’Cio’ che e’ autentico…e’
l’amore che provoca; perche’ e’ amore oltre i
compromessi, oltre i patti con la vita, un amore scandaloso, un
amore che distrugge, che cambia l’idea che il borghese ha
di se stesso: l’amore e’ autenticita’, e la causa
di questo amore e’ proprio questo personaggio ambiguo…’’
(Pasolini su ‘’Teorema’’)
Pier Paolo Pasolini, genio dell’arte sensuale, contraddittoria,
intensa del vivere moderno, e’ celebrato a Londra in una retrospettiva
completa dei film e cortometraggi da lui diretti. Si tratta di circa
30 titoli, alcuni dei quali autentici capolavori del cinema italiano,
come Uccellacci e uccellini e Mamma Roma, altri
lavori meno noti, come ‘’La Ricotta’’ con
Orson Welles e Laura Betti.
Pasolini, scrittore, poeta, critico, saggista, regista e narratore,
nato a Bologna nel 1922, ebbe un percorso in cui il passato sembro’
sempre accompagnare la scoperta del presente, e le due entita’,
insieme, lo spinsero a mettere sempre in discussione se stesso,
le sue aspirazioni, i suoi desideri e le sue ideologie. Forse proprio
perche’ cosi’ intensamente combattuto, Pasolini produsse
opere cinematografiche come Accattone, Edipo Re, Il Vangelo
secondo Matteo, tutti film inseriti nella retrospettiva. Accanto
a questi , film meno noti come Che sono le nuvole? e Le
Mura di Sana’a, oltre a documentari e saggi documentati
che Pasolini produsse sui temi che gli stavano piu’ a cuore
come ‘’Appunti per un’Orestiade africana’’,
dedicato a un film mai realizzato che aveva per sfondo l’Africa,
un’Africa autentica e mai manierata..
I temi del suo cinema sono svariati, dalla vita della periferia
romana in Mamma Roma a,lle origini della mitologia nel Vangelo
secondo Matteo, dall’emanazione del piacere in Teorema
e Decameron, fino alla storia del fasciscmo, in Salo’
o le 120 giornate di Sodoma.
‘’A Pasolini piace la realta’ ma non gli piace
la verita’’’, scrisse di se stesso. E poi ancora:‘’perche’
creare un’opera quando e’ cosi’ bello soltanto
sognarla?’’ E al sogno di Pier Paolo, il Cine Lumiere
di South Kensington dedica ancora una settimana, dopodiche’
il festival si spostera’ a Edimburgo, Glasgow, Manchester
e Canterbury.
La retroscpettiva e’ organizzata dall’Istituto Italiano
di Cultura, dall’Institut Francais, in collaborazione con
l’Associazione ‘Fondo Pier Paolo Pasolini’ e con
Cinecitta’ Holding.
PROGRAMMA
Domenica 20 marzo , alle 15.45, Il Decameron
Alle 18.15 I Racconti di Canterbury
Alle 20.30 Il fiore delle Mille e una notte
Lunedi’22 marzo: Alle 17 , 3 cortometraggi:
Che cosa sono le nuvole?
La sequenza del fiore di carta
La terra vista dalla luna
Martedi’23 marzo: Alle 18.15 Porcile
Alle 20.30 Teorema
Mercoledi’ 24 marzo: Alle 18.15 Comizi
d’amore
+ Le Mura di Sana’a
Alle ore 20.30: Salo’, o le 120 giornate di Sodoma
Per informazioni e prenotazioni, Cine Lumiere, 020 70731350
ANNALISA COPPOLARO
Annalisa@ItaliansOfLondon.com
Mario
Testino - Portraits
Alla National Portrait Gallery fino al 13 giugno
Di Annalisa Coppolaro
‘’Cecil Beaton e’ stato una grande
fonte di ispirazione per me’’, ha detto il celebre fotografo,
e infatti oggi Mario Testino vanta una mostra di forografie parallelamente
al grande show dedicato al maestro Beaton nel centenario della sua
nascita.
Testino, nato in Peru ma da sempre legato ai designer piu’
noti della tradizione italiana e britannica, e’ di recente
entrato a far parte della collezione permanente della grande galleria
londinese con alcuni dei piu’ celebri ritratti di personaggi
anglosassoni, come Naomi Campbell, Kate Moss, la Principessa Diana,
la danzatrice Darcey Bussel, la stilista Stella Mc Cartney.
I due grandi fotografi, quindi, - molti diversi ma anche sottilmente
legati - vanno in mostra alla NPG con opere hanno segnato la tradizione
del bianco nero, della foto di moda, del ritratto legato al mondo
del cinema - da un lato la Dolce Vita di Fellini, Audrey Hepburn,
Marilyn Monroe, che Beaton fotografo’ circondata di veli e
con un fiore in mano in una serie di celebri ritratti, dall’altro
le note foto di una trasgressiva, ribelle, efebica Kate Moss by
Testino.
E’ possibile ammirare le opere di Beaton fino al 31 maggio
2004, mentre ‘’Mario Testino -Portraits’’
e’ aperta fino al 13 giugno 2004, con ingresso gratuito, nella
stanza numero 36 della Galleria adiacente alla National Gallery.
Una occasione unica per ammirare i grandi, iconici ritratti che,
in formato gigante, parlano all’osservatore di mondi come
l’arte e la moda, la musica e la danza: due eventi, insomma,
da non farsi assolutamente sfuggire.
ANNALISA COPPOLARO
Annalisa@ItaliansOfLondon.com
La
Madonna dei Garofani e’ un falso?
L’incredibile giallo di un dipinto di Raffaello
Di Annalisa Coppolaro
Immaginate di essere il direttore della piu’
importante galleria d’arte d’Europa. Avete appena miracolosamente
concluso , dopo anni di contrattazioni, l’acquisto per conto
della Galleria di un dipinto firmato da uno dei piu’ celebri
maestri di tutti i tempi. Autografate quindi un assegno per il valore
di £35 milioni , il dipinto viene sistemato nella galleria
con grande eco di media in tutto il mondo, e finalmente vi godete
la soddisfazione di aver esposto nella galleria un dipinto che solo
grazie alla vostra costanza non ha preso la via degli Stati Uniti,
Los Angeles per la precisione, grazie ad una lunga contrattazione
con il Duca di Northumberland che avea gia’ deciso di vendere
il quadro al Museo JPaul Getty.
Poi, mentre vi congratulate con voi stessi, il dramma: spunta un
quantomai inopportuno critico d’arte – nemmeno due settimane
dopo l’acquisto – con una teoria sovversiva: il quadro
e’ un falso. Ben fatto, certo, ma sempre una crosta, che potra’forse
qualche migliao di sterline.
Beh, il museo e’ la National Gallery, l’artista Raffaello
Sanzio, il critico d’arte un certo prof. James Beck e l’espertissimo
nonche’ celebre autore della copia un cotal Vincenzo Camuccini,
un ‘’pittore estremamente dotato, noto miniaturista,
rinomato per le sue copie di Raffaello e conosciuto falsario’’,
secondo la definizione del Prof. Beck, della Columbia University
di New York.
La storia ci ha incuriosito, e in effetti abbiamo scoperto che,
senza sottoporre la splendida Madonna of the Pinks ai raggi X, cosa
che la National in effetti non ha fatto, sarebbe bastata una breve
ricerca in Internet per sospettare che il dipinto potesse essere
un falso.
Ma andiamo per ordine. Prima di tutto: Vincenzo Camuccini,
chi era costui?
Pittore Neoclassico nato a Roma nel 1771, oggi ha un museo a lui
dedicato a… Cantalupo in Sabina, dove nel 1995 gli fu dedicata
una grande mostra. Camuccini intraprese lo studio della pittura
di Raffaello in Vaticano, a cui si ispiro’ per una ricca serie
di disegni e copie perfette di famose opere del Sanzio, tra cui
la Fornarina, la Trasfigurazione, la Conversione di S.Paolo e l’Assunta.
Copio’ anche Rubens, Caravaggio, Giorgione, Tiziano. La Corte
di Napoli e quella di Monaco gli commissionarono molte copie di
grandi artisti, ma dipinse anche quadri suoi e fu nominato dal Papa
direttore della Fabbrica dei Musei Vaticani.
E qui arriva il bello: a chi lascio’, il bravo Camuccini,
la sua preziosa galleria di opere? Al figlio, Giovanni Battista,
che decise di vendere gran parte delle opere del pittore romano
, per la somma di 800 scudi, al Duca di (indovinate un po’?)
Northumberland!!.
Sembra che solo molto dopo l’attribuzione a Raffaello sia
stata messa in discussione e la Madonna trattata come un quadro
della scuola dell’artista.
Questa teoria ha retto fino al 1991, quando il curatore della National
Nicholas Penny lo dichiaro’ un ‘’capolavoro riscoperto’’…
Adesso, pero’, ecco che il professor Beck descrive la luce
del dipinto ‘’confusa e poco convincente’’,
e il disegno delle figure ‘’notevolmente approssimato,’’,
mentre la resa delle figure appare ‘’mal sviluppata’’.
La National Gallery oggi dichiara, con notevole imbarazzo, che aveva
in effetti “ notato una differenza” tra questa opera
ed altre di Raffaello, ma sottolinea di averlo acquistato in buona
fede dopo che 25 esperti lo avevano attribuito al Maestro. Il curatore
della sezione dipinti italiani 1460-1500, Luke Syson, ammette che
la National non aveva effettuato il test dei raggi X, in quanto
“troppo complicato perche’ molti di questi quadri erano
in collezioni private” ma aggiunge che osservando i pigmenti
, questi appaioni tipici delle opere dell’Italia centrale
dei primi del Cinquecento…
E’ stato insomma davvero un acquisto, diciamo
cosi’, avventato, oppure un giorno apparira’ un altro
esperto a dichiarare che la Madonna dei Garofani e’ un originale?
E poi, cosa fara’ adesso la National Gallery? E dov’e’
il dipinto originale? E’ vero che, come qualcuno ha azzardato,
esistono 40 versioni diverse di questo Raffaello?E qual’ e’
la ‘’vera’’ Madonna dei Garofani, se davvero
esiste ancora e non e’ finita nella cassaforte di qualche
petrioliere texano?
Un giallo che per ora rimane tale, ma che ci ispira
comunque un sincero ‘’bravo’’ per il nostro
Vincenzo Camuccini, falsario upmarket, l’unico nella sua categoria,
forse, ad aver venduto una delle sue opere per la cifra record di
35 milioni di sterline alla piu’ importante galleria del nostro
continente…
Annalisa Coppolaro-Nowell
Annalisa@ItaliansOfLondon.com
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