Canaletto a Buckingham Palace

Scoprire Dante all'ICI

Serate Letterarie all' ICI

Omaggio a Michelangeli

Caravaggio- Afro Basaldella all'ICI

Dedalo - Minosse

Madonna dei Garofani II

Armando Testa all'ICI

Maggio di Letteratura

L'arte di Pasolini

Mario Testino - Portraits

La Madonna dei Garofani

 

 

 

 

 

 

Simonetta Agnello Hornby all' ICI il 30 Giugno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura distesa ( Afro Basaldella)

Artitalia
La rubrica dell’arte italiana a Londra

 

A cura di Annalisa Coppolaro

 

Chi dice Italia dice arte. Senza, per una volta, cadere nello stereotipo, l’equazione Italia uguale Arte ci sembra esprimere bene un aspetto vivo e vibrante della nostra terra, quel lato creativo e passionale che spinge migliaia di britannici a viaggiare sulla penisola, fin dai tempi di Keats e Shelley e dell’obbligatorio Grand Tour. Ma, se c’e’una cosa ancora semi-inesplorata sull’arte italiana e’ il modo in cui viene diffusa all’estero, e quindi le modalita’ con cui il nostro paese si propone agli occhi di un potenziale osservatore britannico.
Cosi’ ci siamo chiesti quale sia in effetti il volto che il Bel Paese mostra al mondo, e, nel nostro caso, al Regno Unito e alla sua capitale. Cosi’ e’ nata l’idea di una rubrica, sincera e mai solo adulatoria o celebrativa, delle arti italiane a Londra: arti “antiche” come la musica e “nuove” come la moda, che vanno in mostra nelle prestigiose sale dei musei o in piccole gallerie fuori mano.Arti come la fotografia e la pittura, la poesia e il teatro, la danza e l’opera, che rappresentano il nostro paese e lo mettono in vetrina, ogni giorno, con grande eco oppure con discrezione.
E ArtItalia vuol anche raccontare la gente che divulga e racconta l’Italia qui a Londra, nei club antichi e nuovi degli Italians, nei luoghi dove si impara la lingua e la cultura italiane, nelle feste alternative e nei bar dove si guardano gli azzurri giocare. Una rubrica, quindi, per narrare e scoprire, per sfatare qualche mito , per raccontare, insomma, l’’arte del vivere italiano’’, di italiani che qui vivono ma che mantengono intatta la loro identita’ e un patrimonio di arte, cultura e umanita’ difficile da uguagliare.

 

Annalisa Coppolaro-Nowell

Annalisa@ItaliansOfLondon.com

 

 

 

CANALETTO A LONDRA : MAGICA MOSTRA A BUCKINGHAM PALACE

CANALETTO A LONDRA:
MAGICA MOSTRA A BUCKINGHAM PALACE
Di Annalisa Coppolaro per ArtItalia

 

Venezia e Canaletto sono quasi la stessa cosa: in Gran Bretagna come in Italia, il primo nome d’artista che viene in mente parlando della Serenissima é proprio lui, Giovanni Antonio Canal, che, per gran parte del Settecento, raffigurò in luminosi, straordinari dipinti la città sognante e surreale, con le sue gondole, i suoi canali, l’animazione dei suoi cittadini, lo splendore dei suoi monumenti.
Ora, Canaletto approda a Buckingham Palace in una straordinaria mostra apertasi in novembre e in corso fino al 23 Aprile, Canaletto in Venice.
Vanno in mostra, insieme a moltissimi disegni, quattordici sensazionali opere del maestro veneziano, tra cui sei vedute di San Marco e la Regata dell’ Ascensione che, grazie al patron, amico ed agente del pittore, Joseph Smith, all’epoca console britannico a Venezia, entrarono a far parte della collezione reale. Fu Smith, infatti, a vendere questa stupenda collezione a Giorgio III nel 1762, contenente la parte forse più bella delle opere di Canaletto, inclusa la straordinaria serie del Canal Grande, dipinta negli anni Venti e Trenta del XVIII secolo.
La collezione di 14 dipinti va in mostra nella Queen’s Gallery di Burckingham Palace insieme a 71 disegni su carta, la più grande serie di disegni di Canaletto mai esposta nel Regno Unito. Joseph Smith infatti commissionò a Canaletto una vasta serie di dipinti e disegni per sè stesso, oltre che per importanti committenti britannici e non. La crisi finanziaria del Console Smith, che seguì alla guerra di successione austrica a metà del 1700, lo costrinse a vendere parte della sua collezione, che fu poi acquistata dal neo re Giorgio III, insieme ad altri dipinti, gioielli e monete. Un patrimonio che incluse più di 50 dipinti e 140 disegni di Canaletto.
L’artista, nato nel 1697 vicino a Rialto, era il figlio di Bernardo Canal, pittore di scenografie per il teatro: fu nella sua bottega che il figlio, detto Canaletto per distinguerlo dal padre, iniziò a dipingere, prima a Venezia e poi a Roma. La formazione influì senz’altro sul suo amore per la prospettiva, per i monumenti e sulle prime opere, romanticissime, che ritraevano chiese e rovine contro sfondi di cieli tempestosi.
Venezia, già potenza mondiale, era adesso soprattutto un centro turistico, tappa essenziale del Grand Tour d’Italia, e Canaletto iniziò a dipingere per una clientela ricca di viaggiatori vedute idealizzate di Venezia, in parte realistiche, in parte immaginate. Il console Joseph Smith ed il suo palazzo sul Canal Grande iniziarono ad essere meta regolare per i nobili in viaggio e per gli artisti della città, e l’incontro di Canaletto con il futuro patron fu importantissimo.
A metà del secolo , tra l’altro, Canaletto arrivò a Londra e qui rimase per circa 9 anni: dipinse il Tamigi e alcune viste di Londra e delle ville di campagna usando però la luce limpida e trasparente di Venezia.
Del resto, Canaletto ha prodotto opere dove la realtà e la fantasia si uniscono, dove i palazzi dipinti con minuzia di particolari si associano a scene immaginarie, a rovine ‘’rubate’’ ad altre città, a capricci dove l ‘artista manipola particolari architettonici come le colonne della Piazzetta, oppure sposta e ingrandisce o diminuisce il Campanile di San Marco, il Palazzo Ducale o la stessa Piazza S. Marco.
Si é addirittura pensato che usasse una camera oscura , una scatola portabile con un foro sul davanti che conteneva una lente convessa e uno specchio attraverso cui osservare la realtà; l’immagine riflessa veniva quindi dipinta da Canaletto.
Le opere in mostra a Londra sono di grande importanza anche documentaria; tra i disegni, infatti, c’é quello famosissimo del Campanile in restauro dopo essere stato colpito da un fulmine, una serie di vedute della laguna e noti capricci dove l’artista si diverte a giocare con realtà e fantasia creando intense suggestioni.
La mostra alla Queen’s Gallery, con ingresso in Buckingham Palace Road, é aperta ogni giorno dalle 10 alle 17.30 fino al 23 aprile. Assolutamente da non perdere.
E da visitare anche online: www.royalcollectionh.org.uk/egallery.

ANNALISA COPPOLARO
Annalisa@ItaliansOfLondon.com

 

 

 

 

SCOPRIRE DANTE : QUATTRO PASSI NELL'INFERNO

SCOPRIRE DANTE:
QUATTRO PASSI NELL’INFERNO
ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA
Di Annalisa Coppolaro

Durante la Quinta edizione della Italian Language week all’ICI di Belgrave Square e’ la figura di Dante a primeggiare, guidando Londra alla scoperta di un universo multiforme e straordinario, quello della Divina Commedia. Notissima gia’ tra i britannici, la Divine Comedy e lo studio del suo autore, promossi dall’Italian Cultural Institute, vengono senz’altro a stimolare ulteriormente la curiosita’ di chi magari non sa ancora molto del Sommo poeta, il visionario autore toscano “padre” della nostra lingua.
Dante viene esplorato non solo con letture ed eventi letterari, ma anche con una mostra dell’artista francese Annick Gaillard, 59 dipinti dedicati ai personaggi dell’Inferno di Dante. La serie completa include 126 ritratti di “incontri” tra Dante e celebri personaggi danteschi, di cui una parte e’ visibile dal 4 al 28 ottobre nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura.
Annick Gaillard ha anche esposto in altri luoghi londinesi, tra cui la chiesa di St James a Piccadilly, a Parigi e a Mosca. Lo scrittore Painton Cowen inoltre leggera’ e commentera’ dei passaggi della Divina Commedia durante questo periodo. Alla presentazione dell’evento, il 4 ottobre, e’ stata anche lanciata la recentissima versione bilingue della Divina Commedia pubblicata da Hesperus Press, tradotta in inglese dal poeta inglese J.G. Nicholls. Inoltre, la presenza di Martin Mc Laughlin dell’Universita’ di Oxford, autore della prefazione all’opera, ha introdotto l’opera davanti a un folto pubblico. Poi, memorabili versi della Divina Commedia sono stati letti dagli scrittori Gaia Servadio e Ian Thomson.
“Questa nuova traduzione di J.G. Nicholls ha conservato intatte quelle virtu’ dantesche essenziali, concretezza, economia ed energia”, scrive Martin Mc Laughlin nella sua introduzione all’opera, una realizzazione da non perdere per chiunque sia innamorato di Dante e dei suoi versi maestosi.

ANNALISA COPPOLARO
Annalisa@ItaliansOfLondon.com

 

 

 

SERATE DI LETTERATURA ALL'ICI

VESPA, CAROFIGLIO E AGNELLO
TRE EVENTI STRAORDINARI ALL’ICI
Di Annalisa Coppolaro

 

Anche quest’anno l’estate letteraria di Londra , g razie all’Istituto Italiano di Cultura, si colora di appuntamenti sensazionali per gli amanti della lingua e della cultura del nostro Paese.
Il luogo è sempre lo stesso, la sede dell’ICI di 39 Belgrave Square, e le date da segnarsi sul diario sono il 30 giugno, il 12 luglio ed il 21 luglio 2005.
La prima serata letteraria è quella con Simonetta Agnello Hornby che incontra all’ICI la giornalista dell’Indipendent Suzi Feay. Simonetta Agnello ha debuttato in letteratura con un best-seller, La Mennulara, strepitoso successo in Italia tradotto in dodici lingue, e campione di vendita in Uk con il titolo The Almond Picker (Viking).
Simonetta, originaria della Sicilia, vive a Londra da otlre trent’anni ed è avvocato e chairman dello Specialist Educational Needs and Disabilities Tribunal. Il romanzo La Mennulara è appunto ambientato in Sicilia e narra la storia di una singolare figura di donna sullo sfondo di Roccacolomba: una storia fortemente evocativa e particolarissima. Il 30 giugno sarà possibile incontrare l’autrice del best seller in conversazione con una delle figure giornalistiche di spicco del momento, il critico letterario Suzi Feay.
Altro appuntamento da non perdere è l’arrivo di Bruno Vespa a Londra. Il giornalista e conduttore non ha bisogno di presentazioni, ovviamente, e la serata all’ICI si preannuncia come una delle più affollate e popolari della stagione. Vespa presenterà il suo nuovo libro Storia d’Italia da Mussolini a Berlusconi e si intratterrà in conversazione con il political editor del Financial Times James Blitz, martedì 12 luglio dalle 19 in poi.
Per finire, il 21 luglio alle 19 vi sarà l’opportunità di incontrare due grandi della narrativa gialla, Gianrico Carofiglio, autore di Involuntary Witness (Bitter Lemon Press) e giudice antimafia, e Frances Fyfeld,anche lei avvocato criminale e autrice di noti romanzi gialli come Looking Down (Little, Brown). La “conversazione” si annuncia particolarmente interessante visti I temi affrontati non sono nella fiction ma anche nella importante attività sociale che I due scrittori svolgono giornalmente.
Tre momenti di grande cultura, quindi , all’Italian Cultural Institute, da non farsi sfuggir.
Per i tre gli eventi, gratuiti, si prega di prenotare al numero 020 7235 1461 oppure all’indirizzo e-mail: rsvp@italcultur.org.uk per evitare appunto un numero eccessivo di partecipanti oppure per non rischiare di rimanere delusi all’ultimo momento.

ANNALISA COPPOLARO
Annalisa@ItaliansOfLondon.com

 

 

 

OMAGGIO ad ARTURO BENEDETTI MICHELANGELI

OMAGGIO AD ARTURO BENEDETTI MICHELANGELI:
SPLENDIDO EVENTO DELL’ICI PER RICORDARE IL MAESTRO
Di Annalisa Coppolaro

 

L’Istituto Italiano di cultura era gremito, Giovedì 26 maggio, per il concerto di Isacco Rinaldi e per la presentazione del documentario RAI prodotto negli anni ’50 e dedicato al grande Maestro Arturo Benedetti Michelangelo, probabilmente il più celebre e controverso pianista del XX secolo.
Nel decimo anniversario della scomparsa,l’ICI ha deciso di offrire un ritratto completo ed accurato del maestro, celebrandone la straordinaria grandezza, la forte personalità, e tutte quelle doti che lo hanno reso famoso consegnandolo alla storia della musica mondiale.
Proprio a Londra sono avvenuti I più memorabili concerti dell’artista, quindi l’occasione era perfetta per dedicare a questa figura del ‘900 un evento di rilievo, scegliendo tra l’altro un celebre ex allievo di Benedetti Michelangeli, Isacco Rinaldi, per il concerto tenutosi nelle sale dell’Ici con grande successo di pubblico. Lo stesso maestro Rinaldi appare peraltro nel documentario proiettato alle 18, un filmato RAI del 1959, della serie ideata e presentata da Maner Lualdi, “Hanno stupito il mondo”, che svela certo aspetti poco noti del Maestro Michelangeli. Ritenuto un personaggio impenetrabile, appare invece in questo documentario come una persona affascinante ed amatissima dai suoi allievi di Arezzo; il filmato è stato un po’ un evento nell’evento, possibile solo grazie al Centro di Documentazione intitolato al Maestro, che ha fornito il documentario, rara testimonianza storica sul grande musicista.
La sua carriera è fatta di trionfi, che iniziano con il diploma di piano alla giovanissima età di 14 anni e con la vincita di innumerevoli concorsi internazionali e continuano con una trionfale carriera di concertista.
Benedetti Michelangeli era schivo, enigmatico, refrattario ad apparire sulla stampa o in TV, e infatti si vede nel documentario verso la fine, accettando di eseguire, al solito magistralmente, qualche brano per le telecamere. Ma le interviste di Lualdi sono condotte con intelligenza ed humour, e, attraverso le voci degli studenti del maestro e degli aretini che lo consocevano, Lualdi riesce ad offrire uno spaccato di vita del musicista,d el suo tempo e del suo mondo.
Il rapporto con l’Italia di Arturo Benedetti Michelangeli tra l’altro è stato abbastanza turbolento. Dopo alcune disavventure fiscali legate al crollo dell’etichetta discografica BDM, Benedetti Michelangeli dichiarerà di non voler piu’ suonare in Italia, e infatti dalla fine degli anni ’60 il maestro inciderà dischi con etichette tedesche e con la EMI. Tornerà in Italia solo per uno straordinario concerto in onore di Papa Montini nel 1977. Tra il ’92 e il 93, ottantenne, effettua una tournee in Giappone e poi appare per l’ultima volta il 7 maggio ad Amburgo, interpetrando musiche dell’amato Debussy.
E proprio Debussy è uno dei musicisti scelti per il programma del concerto che l’ICI ha dedicato a Benedetti Michelangeli: il maestro Rinaldi ha eseguito splendidi brani di Mozart, Chopin, Ravel, ed estratti dalla Suite Bergamasque di Debussy, che il Maestro bresciano amava particolarmente.
L’evento è stato seguito da un ottimo numero di persone e si è concluso con uno dei noti, apprezzati drink offerti dall’ICI. Decisamente di classe anche la pubblicazione prodotta dall’Istituto Italiano di Cultura per commemorare l’evento: la veste grafica, i testi di Stefano Biosa e Marco Bizzarrini, il testo a fronte tradotto in inglese da Lore Seuss e tutto il bel libro offerto agli ospiti gratuitamente è senz’altro uno dei successi della serata per il grande Maestro.

ANNALISA COPPOLARO
Annalisa@ItaliansOfLondon.com

 

 

 

CARAVAGGIO e AFRO BASALDELLA

CARAVAGGIO E AFRO BASALDELLA:
DUE VOLTI DELLA NOSTRA GRANDE ARTE
ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA

Di Annalisa Coppolaro-Nowell

 

Marzo scorre piano e, nelle serate che si fanno piu’ lunghe e piu’ tiepide, l’ICI di Belgrave Square dedica di nuovo importanti eventi all’arte italiana nei suoi aspetti piu’ vari. Il 10 marzo ed il 14 marzo infatti, all’Istituto Italiano di Cultura, si sono tenuti dibattiti e presentazioni di due grandi mostra, una proprio all’ICI e l’altra, notoriamente, alla National Gallery. Due nomi , due figure diversissime nel panorama artistico italiano, di cui si è discusso con illustri ospiti all’ICI: Caravaggio, la cui mostra The Final Years èuno degli eventi di questi ultimi anni, e Afro Basaldella, uno dei grandi rappresentanti dell’astrattismo italiano.
A quest’ultimo è dedicata una interessante mostra che racchiude significative opere di Afro nell’elegante cornice dell’Istituto, e che rimarrà aperta all’ICI fino all’8 aprile, dalle 10 alle 5 dal lunedi’ al venerdi’. Per parlare delle sue opere è intervenuto il chief curator della Tate Modern Matthew Gale in stimolante discussione con il curatore della mostra Renato Miracco, che ha anche presentato una nuova pubblicazione sull’artista.
Afro nacque a Udine nel marzo 1912 e , per gran parte dello scorso secolo, produsse opere riconosciute a livello mondiale come esempi di grande astrattismo lirico che uniscono le espressioni del subconscio con l’oggettività, come nei due grandi dipinti, Ombra bruciata (1956) e Natura Morta (1948). Dal post-cubismo degli anni 40-50 all’espressionismo, dalla tecnica del mosaico a quella del collage, Afro ha prodotto lavori di grande intensità che hanno segnato l’arte mondiale. Moltissime le mostre a lui dedicate in ogni parte del mondo, sempre caratterizzate dall’unicità di una concezione astrattista che ha segnato quasi tutto il Novecento. Sue opere si trovano nelle maggiori gallerie del mondo; Udine ha alcuni suoi affreschi murali, mentre un suo notevole affresco si trova nel Palazzo UNESCO di Parigi, dal titolo Il Giardino della Speranza, commissionato nel 1958.
La mostra dell’Ici rappresenta un modo per proporre al Regno Unito una visione leggeremnte diversa di questo grande artista italiano, e la presentazione svoltasi il 10 marzo, in occasione della presenza del Presidente della Repubblica Ciampi, ha attratto un vasto interesse tra i molti intervenuti.
Un altro specialissimo spazio all’ICI è stato dedicato alla mostra-evento dell’anno, Cavaggio The final Years, lo scorso 14 marzo; il curatore della mostra, Dawson Carr, ha incontrato il critico d’arte Mina Gregori per uno stimolante evento in collaborazione proprio con la National gallery.
La mostra di Caravaggio è la prima di queste dimensioni nel Regno Unito ed unisce un gruppo di dipinti tardi di Michelangelo Merisi detto Caravaggio, la cui vita tormentata si riflette soprattutto nelle opere di questi ultimi anni di produzione, prima della rissa che pose fine alla sua vita a solii 39 anni, nel luglio 1610. La mostra della National Gallery racchiude capolavori come l’Adorazione dei pastori, la Cena ad Emmaus, Salome’ con la testa del Battista, opere mai viste in UK che descrivono al meglio la sofferta, intensa personalità del pittore, la cui produzione artistica, nata spesso in ambienti popolari e con modelli presi dalla strada, lo ha posto tra i piu’ amati artisti italiani al mondo. L’evento dell’ICI ha esplorato ulteriori aspetti della mostra offrendo agli intervenuti una visione del Caravaggio spesso poco conosciuta. Un punto in piu’ a favore dell’intensa attività culturale che l’Istituto Italiano di Cultura sta portando avanti nel 2005. Altri futuri eventi importanti includono il lancio del 12o Italian Film Festival che si tiene dall’8 al 29 aprile, e di due grosse produzioni cinematografiche italiane quali Le chiavi di casa di Gianni Amelio, e Non ti muovere di Sergio Castellitto.(vedi altro articolo in ArtItalia)

 

ANNALISA COPPOLARO
Annalisa@ItaliansOfLondon.com

 

 

 

DEDALO-MINOSSE
PREMIO DI ARCHITETTURA ALL’ICI DI LONDRA
DI Annalisa Coppolaro

 

La Quinta edizione dell’esibizione legata al prestigioso premio per affidare la progettazione di un edificio – organizzato dall’Ala-Architetti e da L’Arca, rivista internazionale di architettura, giunge a Londra lunedi’ 21 febbraio, all’Istituto Italiano di Cutlrua di Belgrave Square. La mostra ha già suscitato grande interesse a Monopoli, Napoli, Washington e S> Francisco ed è destinata ad attrarre molta attenzione anche nella nostra capitale grazie all’ampio respiro internazionale dei professionisti che vi prendono parte.
Il premio venne istituito nel 1998 come premio speciale delle Tre Venezie, e poi assunse respiro nazionale nel 1999 e infine status internazionale nell’edizione 2000/2001.
L’edizione del Premio 2005 ha peraltro raccolto 500 partecipazioni da 30 stati del mondo, tra cui l’Italia, gli Usa e la Gran Bretagna.
La commissine giudicatrice include celebri architetti, scrittori, storici dell’arte, giornalisti, leader d’industria e addetti alla pianificazione territoriale. A fianco dei premi tradizionali è stato aggiudicato un Premio Onorario per l’occasione, piu’ una serie di altri 12 premi e 10 menzioni d’onore. Alcuni premi legati all’Italia, come quello dell’Ala Architetti, il premio speciale per architetti all’inizio della carriera, ed il premio Design for All, hanno attratto grande interesse proprio sull’Italia, ed anche per questo l’Istituto Italiano di cultura ospiterà lunedi’ sera, alle 6.30 un interessante dibattito sul Premio. Interverranno tra gli altri George Fergusom Presidente della RIBA, Bruno Gabbiani, presidente di ALA, il biografo Kenneth Powell, Cesare Maria Casati, direttore della rivista L’Arca e lo storico dell’architettura Richard Haslam.

ANNALISA COPPOLARO

 

Annalisa@ItaliansOfLondon.com

 

Gli Italians sono caldamente invitati ad intervenire all’iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura . Per un INVITO clicca qui .

 

 

 

LA MADONNA DEI GAROFANI - Seconda parte...

RAFFAELLO VA IN MOSTRA ALLA NATIONAL GALLERY
IN OTTOBRE: 2004
"RAFFAELLO , FROM URBINO TO ROME" RIUSCIRA' A FUGARE I DUBBI SULL'AUTENTICITA' DEL DIPINTO?

 

Di Annalisa Coppolaro
Ricordate la Madonna dei Garofani, il critico d’arte che un giorno mise in discussione l’autenticita’ dell’opera, e tutto il caos che ne scaturi’?
Ne scrivemmo su ItaliansOfLondon: Raffaello non è artista da passare inosservato e, quale VIP dell’arte italiana, lo scalpore che continua a suscitare è di certo giustificato.
Adesso, la National Gallery decide di cancellare i residui - legittimi - dubbi sull’opera, raggiungendo un accordo con il Duca di Northumberland per la vendita dell’opera alla National Gallery. L’accordo permette, da un lato, di consegnare l’opera virtualmente alla popolazione britannica a tempo indeterminato e, dall’altro, al Duca di Northumberland, di finanziare vasti lavori di restauro e mantenimento della zona del Nord Est dell’Inghilterra. Insomma, un accordo di certo vantaggioso: il dipinto è stato acquistato per un totale di £35 milioni (trentacinque milioni di sterline), 50 miliardi di euro, un prezzo consono allo status dell;opera e del suo artista. E La Madonna dei Garofani andrà ad occupare una posizione centrale nella prima grande mostra dedicata a Raffaello nel Regno Unito, che si tiene alla National Gallery dal 20 ottobre 2004 al 16 gennaio 2005, “Raffaello, from Urbino to Rome”. Accanto alla Madonna dei Garofani, opere quali l’Autoritratto conservato negli Uffizi, la Madonna Connestabile dell’Hermitage, San Giorgio e San Michele del Louvre, la Madonna di Alba, della National Gallery di Washington.
L'assoluta singolarità del dipinto - dove la giovane Vergine stringe tra le mani alcuni garofani mentre gioca con il Bambino seduto su di lei su un cuscino - stimolerà altri eventi di tipo didattico rivolti alle scuole e alla comunità, alle famiglie, ai bambini affidati ai servizi sociali e cosi' via, ;progetti ispirati ai valori della famiglia e dell'amore in senso lato.
Ma la mostra riuscirà davvero a fugare i dubbi sull’autenticità dell’opera messa in discussione dal noto critico d’arte americano James Beck, che dice di aver riconosciuto nella Madonna dei Garofani lo stile inconfondibile del celebre falsario Vincenzo Camuccini, il quale tra l’altro lascio’ le sue molte opere, falsi perfettamente eseguite, al figlio Giovanni Battista che in seguito decise di venderle in gran parte al Duca di Northumberland…
I comunicati stampa della National Gallery hanno sempre ignorato la vicenda, anche mentre le pagine dei giornali erano piene dei dubbi scaturiti dall'analisi del critico americano che la riteneva un falso ben confezionato opera di uno dei piu' noti falsari italiani di tutti i tempi, Camuccini, appunto.
Solo il recentissimo comunicato stampa dove la Galleria ringrazia l'Heritage Lottery Fund, il National Arts Collectors Fund, the American Friends of the National Gallery London e molti benefattori privati tra cui Sir Christopher Ondaatje per aver permesso alla National di acquisire del dipinto per un totale lordo di £34,880,033, precisa anche che il dipinto "faceva parte dell aprestigiosa collezione Camuccini di Roma che fu acquistata in toto , 74 dipinti, da Algernon, 4 Duca di Northumberland .
A cio' poi il comunicato aggiunge:
"Studi di reflettografia ai raggi infrarossi hanno rivelato disegni totalmente caratteristici di Raffaello e la sua autenticita' è stata poi confermata da tutti i piu' importanti studiosi di Raffaello. Questa attribuzione e' stata poi verificata ad un simposio dei piu' grandi critici e studiosi di Raffaello tenuto alla National Gallery nell'Ottobre 2002."
Il fatto che abbiano bisogno di precisarlo forse ha un significato...

ANNALISA COPPOLARO

 

Annalisa@ItaliansOfLondon.com

 

 

 

ARMANDO TESTA ALL'ICI

ALL’ITALIAN CULTURAL INSTITUTE
ARMANDO TESTA ALL’ICI
IL MAGO DELLA PUBBLICITA’ VA IN MOSTRA

 

Di Annalisa Coppolaro-Nowell

 

Per oltre un mese, all’Istituto Italiano di Cultura, sarà possibile scoprire il magico mondo di uno dei piu’ grandi geni della pubblicità italiana di ogni tempo, Armando Testa. Progetti firmati da Testa a partire dal 1937 e fino al 1992, anno in cui è scomparso, sono in mostra fino al 23 luglio all’Istituto Italiano di Cultura di Belgrave Square (dal lunedi’ al venerdi’ h.10 - 17).
La mostra è un progetto organizzato in collaborazione con ACACIA, Associazione Amici Arte Contemporanea Italiana, e con l’Associazione Blubramante.
La mostra è curata da Gemma De Angelis Testa e comprende circa 50 opere di Testa, rivolgendosi a un pubblico vario, sia del mondo della pubblicita’ e del design che a chiunque sia interessato alla cultura italiana degli ultimi 50 anni. Testa è stato un grande innovatore nel suo campo, il primo ad utilizzare la fotografia, il fotomontaggio, il disegno e il suono per definire un oggetto o una immagine. Uno dei suoi “segni di riconoscimento” è senz’altro lo sfondo bianco con una singola figura che si staglia netta, ma è stato anche tra i primi a scegliere sfondi fluorescenti, sperimentando con oggetti e sfondi piu’ disparati, con paradossi e simbologie provenienti da vari settori. Il cibo era tra I suoi temi preferiti : ricordate la fetta di mortadella che diviene una bista da lettera contenente l’invito a una festa? Nasce cosi’ Invito al Party del 1980. Testa adorava dare vita propria ad oggetti inanimati come lettere, numeri, dita, un’idea che nacque durante gli anni di lavoro come tipografo. Pian piano questi elementi astratti divenivano cose concrete, trasformandosi in arte: ecco perche’ Armando Testa e’ uno dei pochi pubblicitari ad essere ritenuto un vero artista, in quanto il suo uso dell’immagine è stato del tutto creativo e particolarissimo, entando nel linguaggio di ogni giorno, nella vita di tutti noi.
E non è un caso che molte siano state le mostre, personali e collettive, a lui dedicate nel corso degli anni, da quelle di New York e Los Angeles a quelle di Madrid e dei castelli di Rivoli, a Torino, e del Castello di S. Elmo a Napoli, entrambe molto recenti.
Per la prima volta Londra potra’ ammirare la fantastica creativita’ di un uomo che ha segnato non solo la pubblicita’ ma anche la cultura, l’arte, l’immaginario collettivo di milioni di persone attraverso varie generazioni: la mostra all’Istituto Italiano di Cultura e’ quindi una specie di viaggio fantastico nell’opera di Armando Testa. E, per tutti, attraverso i suoi giochi di colore e la sua poesia, l’occasione di tornare un po’ bambini.
Importantissima ragione in piu’ per non mancare.

ANNALISA COPPOLARO

 

Annalisa@ItaliansOfLondon.com

 

 

 

 

UN MAGGIO INVITANTE DI LETTERATURA

ALL’ITALIAN CULTURAL INSTITUTE
Ci sara’ anche Alessandro Baricco

 

Di Annalisa Coppolaro-Nowell

 

L’ICI, come dicevamo, e’ un bel posto nel cuore aristocratico di Londra: un luogo dove inglesi ed italiani si incontrano per eventi che narrano l’Italia contemporanea ma anche gli stretti legami con il nostro passato. Eventi di arte, cinema, lettteratura,
design, corsi di lingua, bar per panini ed espressi da ricordare, serate di grande classe; tutto questo ed altro ancora e’ l’Istituto Italiano di Cultura a Belgrave Square.
Dopo un inverno e un inizio primavera caratterizzati da interessanti appuntamenti e da alcune grosse sponsorizzazioni, come quella della Retrospettiva di Pier Paolo Pasolini, dell’XI Festival del Cinema Italiano, tutt’ora in corso, dei concerti di Luciano Berio ecc, maggio regala a Londra tre bei momenti di cultura, presso l’ICI.
Il 24 maggio si svolge un nuovo appuntamento dedicato ad‘’Italia Fantastica’’: Carlo Lucarelli incontra Jonathan Coe. Crimine e satira sociale in una serata che inizia alle 18.30 e che vede faccia a faccia l’autore di ‘’Day In Day Out’’, Lucarelli, e Coe, la cui recente opera, ‘’The Rotters’Club’’, sta riscuotendo un buon successo.
Giovedi’ 27 maggio , alle 14, e’ il momento di ‘’Italia Panta Fantastica’’, un evento molto speciale, con Alessandro Baricco, che conclude la serie di incontri tra scrittori italiani e britannici, durante il quale verra’ anche presentata la rivista letteraria Panta, pubblicata da Bompiani e curata da Mario Fortunato e Enrico Palandri.
Alle 14 inizia un pomeriggio di letture e ricordi dei quattro anni passati, in collaborazione con La Libreria Italiana di Cecil Court e con PEN England. La sera del 27, alle 19, l’occasione forse piu’ attesa; Alessandro Baricco, presente al prestigioso Hay Literary Festival, interverra’ all’Istituto Italiano di Cultura e leggera’ alcuni passaggi dal suo romanzo appena pubblicato in Uk, ‘’Without Blood’’ (Canongate Books). La presenza dell’autore di ‘’Seta’’ e ‘’Novecento’’ sara’ senz’altro una splendida occasione per italiani e non. Non capita tutti i giorni di ascoltare uno dei piu’ noti scrittori contemporanei leggere i brani di una sua apprezzata opera.
Poi, Sabato 29 maggio, alle 13, un altro appuntamento letterario, ‘’The Writer, by Giancarlo Neri’’. La sua installazione e’ stata inaugurata nel 2003 a Villa Ada di Roma ed oggi ha trovato posto in Hamsptead Heath, (Highgate Road) come omaggio alla solitudine e all’esperienza della scrittura, Il 29 maggio , per segnare l’occasione, interverranno, al parco londinese, tre autori italiani, Ivan Cotroneo, Francesca Marciano, Melania Mazzucco, e tre britannici, Nicholas Blincoe, Alan Sillitoe e Marina Warner. Gli scrittori hanno contributo al catalogo del’installazione con interessanti saggi, e questo sara’ un ottimo momento per incontrarli. Anche questo evento e’ sponsorizzato dall’Istituto Italiano di Cultura, a ribadire il ruolo chiave nella diffusione e nel dialogo culturale che da molti anni l’ICI ricopre nella capitale britanica.

ANNALISA COPPOLARO

Annalisa@ItaliansOfLondon.com

 

 

 

 

L’ARTE DI PASOLINI IN VETRINA

L’EVENTO CINEMATOGRAFICO DELL’ANNO
DI Annalisa Coppolaro
’Cio’ che e’ autentico…e’ l’amore che provoca; perche’ e’ amore oltre i compromessi, oltre i patti con la vita, un amore scandaloso, un amore che distrugge, che cambia l’idea che il borghese ha di se stesso: l’amore e’ autenticita’, e la causa di questo amore e’ proprio questo personaggio ambiguo…’’ (Pasolini su ‘’Teorema’’)
Pier Paolo Pasolini, genio dell’arte sensuale, contraddittoria, intensa del vivere moderno, e’ celebrato a Londra in una retrospettiva completa dei film e cortometraggi da lui diretti. Si tratta di circa 30 titoli, alcuni dei quali autentici capolavori del cinema italiano, come Uccellacci e uccellini e Mamma Roma, altri lavori meno noti, come ‘’La Ricotta’’ con Orson Welles e Laura Betti.
Pasolini, scrittore, poeta, critico, saggista, regista e narratore, nato a Bologna nel 1922, ebbe un percorso in cui il passato sembro’ sempre accompagnare la scoperta del presente, e le due entita’, insieme, lo spinsero a mettere sempre in discussione se stesso, le sue aspirazioni, i suoi desideri e le sue ideologie. Forse proprio perche’ cosi’ intensamente combattuto, Pasolini produsse opere cinematografiche come Accattone, Edipo Re, Il Vangelo secondo Matteo, tutti film inseriti nella retrospettiva. Accanto a questi , film meno noti come Che sono le nuvole? e Le Mura di Sana’a, oltre a documentari e saggi documentati che Pasolini produsse sui temi che gli stavano piu’ a cuore come ‘’Appunti per un’Orestiade africana’’, dedicato a un film mai realizzato che aveva per sfondo l’Africa, un’Africa autentica e mai manierata..
I temi del suo cinema sono svariati, dalla vita della periferia romana in Mamma Roma a,lle origini della mitologia nel Vangelo secondo Matteo, dall’emanazione del piacere in Teorema e Decameron, fino alla storia del fasciscmo, in Salo’ o le 120 giornate di Sodoma.
‘’A Pasolini piace la realta’ ma non gli piace la verita’’’, scrisse di se stesso. E poi ancora:‘’perche’ creare un’opera quando e’ cosi’ bello soltanto sognarla?’’ E al sogno di Pier Paolo, il Cine Lumiere di South Kensington dedica ancora una settimana, dopodiche’ il festival si spostera’ a Edimburgo, Glasgow, Manchester e Canterbury.
La retroscpettiva e’ organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura, dall’Institut Francais, in collaborazione con l’Associazione ‘Fondo Pier Paolo Pasolini’ e con Cinecitta’ Holding.

PROGRAMMA
Domenica 20 marzo , alle 15.45, Il Decameron
Alle 18.15 I Racconti di Canterbury
Alle 20.30 Il fiore delle Mille e una notte
Lunedi’22 marzo: Alle 17 , 3 cortometraggi:
Che cosa sono le nuvole?
La sequenza del fiore di carta
La terra vista dalla luna
Martedi’23 marzo: Alle 18.15 Porcile
Alle 20.30 Teorema

 

Mercoledi’ 24 marzo: Alle 18.15 Comizi d’amore
+ Le Mura di Sana’a
Alle ore 20.30: Salo’, o le 120 giornate di Sodoma
Per informazioni e prenotazioni, Cine Lumiere, 020 70731350

ANNALISA COPPOLARO

Annalisa@ItaliansOfLondon.com

 

 

 

 

 

Mario Testino - Portraits
Alla National Portrait Gallery fino al 13 giugno
Di Annalisa Coppolaro

 

‘’Cecil Beaton e’ stato una grande fonte di ispirazione per me’’, ha detto il celebre fotografo, e infatti oggi Mario Testino vanta una mostra di forografie parallelamente al grande show dedicato al maestro Beaton nel centenario della sua nascita.
Testino, nato in Peru ma da sempre legato ai designer piu’ noti della tradizione italiana e britannica, e’ di recente entrato a far parte della collezione permanente della grande galleria londinese con alcuni dei piu’ celebri ritratti di personaggi anglosassoni, come Naomi Campbell, Kate Moss, la Principessa Diana, la danzatrice Darcey Bussel, la stilista Stella Mc Cartney.
I due grandi fotografi, quindi, - molti diversi ma anche sottilmente legati - vanno in mostra alla NPG con opere hanno segnato la tradizione del bianco nero, della foto di moda, del ritratto legato al mondo del cinema - da un lato la Dolce Vita di Fellini, Audrey Hepburn, Marilyn Monroe, che Beaton fotografo’ circondata di veli e con un fiore in mano in una serie di celebri ritratti, dall’altro le note foto di una trasgressiva, ribelle, efebica Kate Moss by Testino.
E’ possibile ammirare le opere di Beaton fino al 31 maggio 2004, mentre ‘’Mario Testino -Portraits’’ e’ aperta fino al 13 giugno 2004, con ingresso gratuito, nella stanza numero 36 della Galleria adiacente alla National Gallery.
Una occasione unica per ammirare i grandi, iconici ritratti che, in formato gigante, parlano all’osservatore di mondi come l’arte e la moda, la musica e la danza: due eventi, insomma, da non farsi assolutamente sfuggire.

ANNALISA COPPOLARO
Annalisa@ItaliansOfLondon.com

 

 

 

 

 

La Madonna dei Garofani e’ un falso?
L’incredibile giallo di un dipinto di Raffaello
Di Annalisa Coppolaro

 

Immaginate di essere il direttore della piu’ importante galleria d’arte d’Europa. Avete appena miracolosamente concluso , dopo anni di contrattazioni, l’acquisto per conto della Galleria di un dipinto firmato da uno dei piu’ celebri maestri di tutti i tempi. Autografate quindi un assegno per il valore di £35 milioni , il dipinto viene sistemato nella galleria con grande eco di media in tutto il mondo, e finalmente vi godete la soddisfazione di aver esposto nella galleria un dipinto che solo grazie alla vostra costanza non ha preso la via degli Stati Uniti, Los Angeles per la precisione, grazie ad una lunga contrattazione con il Duca di Northumberland che avea gia’ deciso di vendere il quadro al Museo JPaul Getty.
Poi, mentre vi congratulate con voi stessi, il dramma: spunta un quantomai inopportuno critico d’arte – nemmeno due settimane dopo l’acquisto – con una teoria sovversiva: il quadro e’ un falso. Ben fatto, certo, ma sempre una crosta, che potra’forse qualche migliao di sterline.
Beh, il museo e’ la National Gallery, l’artista Raffaello Sanzio, il critico d’arte un certo prof. James Beck e l’espertissimo nonche’ celebre autore della copia un cotal Vincenzo Camuccini, un ‘’pittore estremamente dotato, noto miniaturista, rinomato per le sue copie di Raffaello e conosciuto falsario’’, secondo la definizione del Prof. Beck, della Columbia University di New York.
La storia ci ha incuriosito, e in effetti abbiamo scoperto che, senza sottoporre la splendida Madonna of the Pinks ai raggi X, cosa che la National in effetti non ha fatto, sarebbe bastata una breve ricerca in Internet per sospettare che il dipinto potesse essere un falso.

Ma andiamo per ordine. Prima di tutto: Vincenzo Camuccini, chi era costui?
Pittore Neoclassico nato a Roma nel 1771, oggi ha un museo a lui dedicato a… Cantalupo in Sabina, dove nel 1995 gli fu dedicata una grande mostra. Camuccini intraprese lo studio della pittura di Raffaello in Vaticano, a cui si ispiro’ per una ricca serie di disegni e copie perfette di famose opere del Sanzio, tra cui la Fornarina, la Trasfigurazione, la Conversione di S.Paolo e l’Assunta. Copio’ anche Rubens, Caravaggio, Giorgione, Tiziano. La Corte di Napoli e quella di Monaco gli commissionarono molte copie di grandi artisti, ma dipinse anche quadri suoi e fu nominato dal Papa direttore della Fabbrica dei Musei Vaticani.
E qui arriva il bello: a chi lascio’, il bravo Camuccini, la sua preziosa galleria di opere? Al figlio, Giovanni Battista, che decise di vendere gran parte delle opere del pittore romano , per la somma di 800 scudi, al Duca di (indovinate un po’?) Northumberland!!.
Sembra che solo molto dopo l’attribuzione a Raffaello sia stata messa in discussione e la Madonna trattata come un quadro della scuola dell’artista.
Questa teoria ha retto fino al 1991, quando il curatore della National Nicholas Penny lo dichiaro’ un ‘’capolavoro riscoperto’’…
Adesso, pero’, ecco che il professor Beck descrive la luce del dipinto ‘’confusa e poco convincente’’, e il disegno delle figure ‘’notevolmente approssimato,’’, mentre la resa delle figure appare ‘’mal sviluppata’’.
La National Gallery oggi dichiara, con notevole imbarazzo, che aveva in effetti “ notato una differenza” tra questa opera ed altre di Raffaello, ma sottolinea di averlo acquistato in buona fede dopo che 25 esperti lo avevano attribuito al Maestro. Il curatore della sezione dipinti italiani 1460-1500, Luke Syson, ammette che la National non aveva effettuato il test dei raggi X, in quanto “troppo complicato perche’ molti di questi quadri erano in collezioni private” ma aggiunge che osservando i pigmenti , questi appaioni tipici delle opere dell’Italia centrale dei primi del Cinquecento…

E’ stato insomma davvero un acquisto, diciamo cosi’, avventato, oppure un giorno apparira’ un altro esperto a dichiarare che la Madonna dei Garofani e’ un originale? E poi, cosa fara’ adesso la National Gallery? E dov’e’ il dipinto originale? E’ vero che, come qualcuno ha azzardato, esistono 40 versioni diverse di questo Raffaello?E qual’ e’ la ‘’vera’’ Madonna dei Garofani, se davvero esiste ancora e non e’ finita nella cassaforte di qualche petrioliere texano?

Un giallo che per ora rimane tale, ma che ci ispira comunque un sincero ‘’bravo’’ per il nostro Vincenzo Camuccini, falsario upmarket, l’unico nella sua categoria, forse, ad aver venduto una delle sue opere per la cifra record di 35 milioni di sterline alla piu’ importante galleria del nostro continente…

 

Annalisa Coppolaro-Nowell

Annalisa@ItaliansOfLondon.com

 

 


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