Italian Film Festival UK - 2004

Cinema Italiano...incontri e racconti
Il meglio del Cinema Italiano, nelle sale Inglesi

 

ITALIAN FILM FESTIVAL UK : Giovedi' 6 maggio 2004 - "La Felicita' non Costa Niente"

 

UN’ORA CON MIMMO CALOPRESTI :
EMOZIONI E LEGGERE FOLLIE

 

DI Annalisa Coppolaro-Nowell

 

Una serata con Mimmo e gli Italians all’Italian Film Festival

 

Mi ha subito colpito il suo sguardo:scuro, intenso, leggermente “fuori”, come quello di certi poeti che sanno quasi tutto della vita ma che in realta’ non sanno come viverla.
Il film che abbiamo visto stasera si chiama “La felicita’ non costa niente” e anch’io, come molti altri in quella sala, sono colpita, prima di tutto, dal titolo. Che significa, in fondo, una frase cosi’?
" Non significa niente…Volevo usare un titolo che cominciasse a narrare il film prima che il film inizi..Per me l’inizio e la fine dei miei film sono sempre un problema…Voglio solo che la gente partecipi ai miei film, e un titolo cosi’ poteva incuriosire, cosi’l’ho scelto. Da un po’ volevo fare un film sulla felicita’…Sai, nella costituzione americana c’e’ scritto che la felicita’ e ‘ un diritto di tutti…"
Sergio / Mimmo e’ appollaiato sopra uno sgabello e mi sembra in parte intimorito, in parte eccitato da questa esperienza. E quello che ci dice racconta un mondo interiore complesso, un po’ come quello che mette nei suoi film. Storie dove l’immaginazione, la visione e il sogno sbocciano improvvisi nella trama, come fiori esotici mai visti, non ancora esplorati e dal fascino controverso e sensuale.
Risponde alle nostre domande - o meglio, a quelle del giornalista di Metro - ma e’ come se parlasse direttamente con me. Lo guardo di nuovo: di fronte a noi sembra un po’ timido e molto intelligente, diverso e simile da come appare nel film. Del resto, il mio problema e’ sempre quello: confondo il personaggio con l’attore che lo interpreta. La fantasia con la realta’. Qualcuno la definirebbe follia.
" La follia cos’e’? - riflette Mimmo - E’ essere irresponsabili per una parte della propria vita. E poi ci sono folli intelligenti e folli stupidi. Penso al film La Luna di Fellini, con Roberto Benigni che dice: “il matto e’ quello che ha capito tutto nella vita”. ..Il mio film in fondo e’ la storia di una pazzia personale. Infatti il racconto da cui parto e’ scritto da una psicanalista. E mi piaceva l’idea di raccontare la storia di uno che non e’ contento, creare un personaggio reale, analizzando il suo 'paesaggio interiore'".
Il personaggio di “La felicita’ non costa niente” e’ un architetto che ha tutto e che all’improvviso, senza un chiaro motivo, decide di buttare tutto al vento e comportarsi in modo irresponsabile. Dice agli amici cio’ che non vorrebbero sentirsi dire. Decide di dire solo la verita’ e di farlo brutalmente. Perde moglie e figlio, trova un’amante giovane che si stanca di lui e del suo comportamento eccentrico e ribelle. Inizia a immaginare e parlare con il fantasma di un operaio che , al cantiere, muore forse per causa sua. Poi incontra Francesca Neri e vive con lei una passione intensa e senza futuro, sul magico sfondo di una Roma notturna di ponti e di fontane.
" Perche’ Roma? Perche’dopo la mia Calabria e Torino scelgo la citta’ dove vivo adesso. Roma e’ una citta’ sensazionale, citta’ del teatro, citta’ tragica. Per un film dove volevo narrare la realta’ e il sogno, Roma e’ perfetta. E poi ha delle terrazze meravigliose e una buonissima pasta…"
Penso al finale. Anche questo film, come “Preferisco il rumore del mare”, non ha un finale vero e proprio. Non si capisce bene se Mimmo e i bambini che lo circondano , sulla terrazza affacciata su Roma , mangiando pasta nel sole, sono parte della realta’ e del sogno. Ma due cose sono certe: che qui davvero ho sentito il titolo del film, “la felicita’ non costa niente”, e che anche questa pellicola narra parti della nostra vita che spesso vengono taciuti.
" Mi piace raccontare il mondo, raccontare ininterrottamente la realta’, ma anche il sogno, quello che non c’e’, che non si vede. Il cinema secondo me ha la prerogativa di raccontare la gente, la loro parte misteriosa: ecco cosa mi interessa E l’infelicita’, l’insoddisfazione nel nostro mondo e’ sottile, impalpabile. Tempo fa parlavo con un missionario brasiliano , e mi diceva che e’ piu’ difficile aiutare una persona in Italia che una in Brasile…In effetti, e’ difficile aiutare qualcuno che guarda la TV italiana…"
Mimmo ci dice che per preparare il suo cast sceglie attori professionisti accanto ad attori - non attori, ossia “persone reali”. In questo caso ha scelto l’attrice italiana per eccellenza, Francesca Neri, e poi un gruppo di interpreti alla prima esperienza, oltre a se stesso nella parte di Sergio.
"Ho cercato un attore per questo personaggio ma poi ho deciso di farlo io. Infatti si tratta di un film che mi riguarda. E anche la signora delle pulizia e’ simile a quella che viene da me. Era piu’ facile farlo io, questo personaggio."
Sergio e Mimmo…Simili forse? Leggere follie e questo sguardo da poeta maledetto. D’accordo, Mimmo Calopresti e’ di certo un sognatore, ma di quelli con una forte percezione della realta’: sta infatti lavorando a un documentario mondiale sui campi di concentramento. In ogni paese del mondo un regista intervistera’ i sopravvissuti dei lager, uno ad uno, cosi’ da avere una testimonianza autentica di quello che davvero furono quei campi. In Italia hanno scelto lui per cercare ed intervistare questi sopravvissuti.
" E’ un lavoro che faccio volentieri perche’ nessuno, magari in qualche universita’, venga un giorno a dirci che in effetti i lager non furono poi cosi’ tremendi come si racconta. E perche’ non si dimentichi cosa sono stati. ", conclude.
Mimmo Calopresti poi saluta il Festival del Cinema Italiano ed il nutrito gruppo di Italians presenti e scivola via silenzioso verso l’uscita dei Riverside Studios.
Spinta da una infantile voglia di avere un suo autografo, cerco senza successo un angolo libero tra i miei appunti, poi deciso di stringergli solo la mano, dirgli sono “complimenti”. Non credo che mi abbia notato, c’e’ una grande folla, e per quanto i miei capelli neri siano piu’ ricci ed esagerati del solito, so che non mi ha notato tra la folla.
Comunque gli sorrido e, per far si’ che la serata “resti”, decido di scrivere di questa ora passata con lui. Modesto, gentile, come noncurante di essere uno dei talenti piu’ grandi del vitale nuovo cinema italiano.

 

Annalisa Coppolaro-Nowell

Annalisa@ItaliansOfLondon.com

 

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