Google+
Richiedi dettagli login
   
     
search
 
Stampa
Intervista ad Andrea Segre
Cinema Lumiere, Institut Francais, South Kensington 18-12-2013

Continuando con la serie di incontri di scrittori, attori ed artisti Italiani residenti a Londra o di passaggio nella metropoli Inglese, ITALIANS OF LONDON ha intervistato il grande Andrea Segre, di passaggio a Londra in occasione della proiezione del suo film "IO sono LI'" al Cinema Lumiere, lo scorso 21 Giugno 2013

Ecco qui di seguito questo incontro, raccontato dalla nostra Daniela Lazzari

***

Continua il viaggio di Andrea Segre in giro per il mondo con la pelicola-documentario “IO sono LI”. Il regista e ricercatore universitario in sociologia della comunicazione ha portato sullo schermo un lavoro denso di emozioni capace di spingere alle lacrime un pubblico non solo per commozione. Una ricerca premiata da consenso dell'audience e della critica che racconta la storia di una cinese emigrante in Italia che separata dal figlio trova rifugio nella comprensione del suo poeta-pescatore metà yugoslavo e metà veneto. Una metafora per descrivere la durezza delle realtà relative e derivanti dal fenomeno dell'integrazione in Italia in questi ultimi anni. Nel suo passaggio a Londra presso il Cinemà Lumière dell'Istitut Francais, Segre ci ha parlato del suo docu-film e si è lasciato andare a qualche confidenza in più


Cosa pensi di Londra?
E' la quarta volta che vengo quì a presentare il film, non conosco benissimo la città rimango purtroppo sempre troppo poco tempo per avere un'idea chiara, ma conosco storie di molte persone -   in particolare giovani italiani - che per trovare orizzonti hanno scelto di trasferirsi quì vivendo tutte la difficoltà per integrarsi.


“Magari le cose cambiano” era il titolo di un tuo lavoro precedente, parafrasiamolo: cosa è cambiato da quando due anni fa iniziasti a girare 'Io sono Li' ad oggi?
Rispetto a temi dell'intercultura e del rapporto con l'altro una cosa è cambiata: chi pensava che qualcuno potesse fermare qualcun'altro ha perso. Quell'idea che si poteva bloccare l'ondata di nuove genti era perdente. Continueranno a negarlo in molti, in realtà è una leva fin troppo facile da usare, ma nella quotidianità delle persone si è creato un rapporto diverso con queste situazioni. Una barista cinese in un osteria in Veneto non è più cosa nuova, anzi magari oggi ad offrire lavoro ad un ragazzo italiano è proprio quella stessa cinese. Che le cose cambino è una tensione positiva del mondo, il problema è se cambiano verso gli interessi dei soliti.


C'è è una scena in cui la protagonista cinese per la sua non comprensione della lingua viene derisa dai clienti del bar. E'una situazione invertita che stanno vivendo molti italiani nei locali di Londra, cosa ne pensi?
Anche questo è cambiato, non siamo più noi a decicidere chi può venire o meno nel nostro paese, ma siamo noi che ce ne andiamo. L'Italia ha sempre meno da offrire e in molti alimentano un fenomeno che ha invertito la tendenza. Se consideri che il mio film è stato visto 3 volte in più all'estero rispetto all'Italia e che è stato finanziato prima da francesi si spiega una diversa mobilità. Penso che se non avessi avuto l'occasione di fare questo lavoro prima forse me ne sarei andato anche io.


Cosa hai in cantiere per il futuro?
Inizierò attraverso un docmentario un viaggio musicale Atene-Sallonico proposto da Vinicio Capossela che rappresenta un modo diverso per parlare della crisi greca ed è pronta un'altra fiction che uscirà a settembre in cui racconto la storia dell'incontro fra un ragazzo italiano di dieci anni che ha perso il padre e un ragazzo libanese con ha una figlia di 8 mesi.


Nel film tra fuoco delle tradizioni cinesi e l'acqua di quelle italiane si infrangono e realizzano i sogni dei protagonisti, cosa succede ai sogni dei giovani italiani che si dirigono altrove?
Negli ultimi 15 anni il Paese non è riuscito a stimolare i giovani a sfidare il futuro, ma li ha spinti ad ancorarsi a privilegi di amici e parenti, ad appellarsi a sogni finti oppure ad abbattersi di fronte all'impossibilità di conseguire i sogni veri. Mi sento addosso la responsabilità di non mollare perchè sono uno che ha avuto la fortuna, l'energia e la sostenibilità per fare il lavoro che ama. Grazie a queste occasioni posso andare in giro per il mondo con i miei contenuti e tornare piu forte in Italia per cambiare le cose.


Daniela Lazzari
Copyright ITALIANS OF LONDON 2013


 

 
 










      Help
© 2017 - Italians of London - Powered by Jelok